Politica Forense

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CONGRESSO NAZIONALE FORENSE DEL 23-24 LUGLIO 2021: BREVE RELAZIONE SUI LAVORI SVOLTI

Padova, 29 luglio 2021. In qualità di delegati MF Padova per la partecipazione al Congresso Nazionale Forense di Roma, riteniamo doveroso redigere questa breve relazione per i Colleghi di MF, affinché comprendano quanto impegno venga profuso in queste occasioni dalla dirigenza dell’associazione, locale e nazionale e quanto tempo venga speso pro bono, allo scopo di contribuire al miglioramento delle regole che incidono sulla vita professionale quotidiana di tutti i colleghi.

Il congresso si è tenuto nei giorni di venerdì 23 e sabato 24 luglio. Nel corso della sessione di apertura è intervenuta la Ministra Cartabia, con un discorso che è entrato nel merito di alcune questioni poste dagli avvocati; ognuno potrà farsi un’idea guardando il suo intervento al seguente link:

Intervento Ministra Cartabia (da 01:18:24)

Nel corso dei lavori del venerdì l’avv. Antonino La Lumia (presidente nazionale MF) è intervenuto due volte; potrete vedere i suoi interventi, di seguito:

Primo intervento avv. La Lumia (da 03:07:54)

Secondo intervento avv. La Lumia (da 08:21:15)

Le mozioni presentate in questa sede congressuale sono state sessantadue, diciassette delle quali dal Movimento Forense (dalla n. 17 alla n. 33), firmate dagli avv.ti Antonino La Lumia del Foro di Milano e Rosaria Elefante del Foro di Napoli.

Mentre tutte le mozioni sono state ritenute formalmente regolari dal Comitato Verifica Poteri, l’Ufficio di Presidenza (che ai sensi dell’art. 3 co. 12 delle norme regolamentari e statutarie del Congresso Naz. Forense è l’organismo che sovrintende allo svolgimento dei lavori congressuali) ha dichiarato inammissibili le mozioni riferite a modifiche statutarie e alla governance: in tutto, delle sessantadue mozioni presentate, sedici sono state escluse dalla votazione. La cosa ha provocato veementi critiche da parte di molti delegati in sede di assemblea congressuale del sabato mattina, anche perché la comunicazione è giunta a pochi minuti dall’inizio delle votazioni, quando i lavori erano già iniziati con un’ora di ritardo.

Dunque, delle 17 mozioni presentate da MF, 6 sono state escluse e precisamente:

n. 17: mozione per l’introduzione dell’elezione diretta dei componenti del CNF;

n. 18: mozione per l’introduzione dell’incompatibilità tra la carica di consigliere dell’Ordine circondariale e quella di componente del Congresso Nazionale Forense;

n. 23: mozione per la riforma della normativa in materia di sistema elettorale e di funzionamento dei consigli distrettuali per la disciplina;

n. 25: mozione per il sostegno di una proposta di riforma dei compensi degli avvocati con l’abolizione del divieto di patto di quota lite;

n. 26: mozione per l’istituzione di una sezione giurisdizionale autonoma del CNF

n. 32: mozione per la riforma della disciplina delle condizioni per l’iscrizione all’albo forense per magistrati ordinari, magistrati militari, magistrati amministrativi e contabili, avvocati dello stato, che abbiano cessato le funzioni.

Oltre alle mozioni dichiarate inammissibili, altre 17 sono state trasformate in “raccomandazioni”, cioè non escluse, ma nemmeno discusse e votate in sede di assemblea congressuale (francamente non abbiamo trovato traccia nel regolamento di tale modalità intermedia, tra esclusione e ammissione alla votazione). La giustificazione di tale scelta pare derivi dal fatto che si tratta di mozioni ammesse già al Congresso Ordinario di Catania, sebbene i relativi temi non siano ancora stati risolti.

Altre sei mozioni di MF, a causa di questo meccanismo, sono state “neutralizzate”:

n. 20: mozione sollecitatoria per l’introduzione della disciplina del c.d. avv. monocommittente;

n. 21: mozione per richiedere interventi urgenti in risoluzione dei ritardi nei pagamenti dei compensi maturati dagli avvocati svolgenti assistenza processuale in regime di patrocinio a spese dello stato;

n. 22: mozione per la richiesta di interventi concreti volti all’eliminazione delle barriere architettoniche nei tribunali e in tutti gli uffici giudiziari italiani

n. 24: mozione per il sostegno dell’emanazione del decreto ministeriale di aggiornamento dei parametri forensi

n. 31: mozione per chiedere la parificazione dei compensi maturati dagli avvocati svolgenti assistenza processuale in regime di patrocinio a spese dello stato;

n. 33: mozione per il sostegno di una proposta di riforma unitaria del patrocinio a spese dello stato.

Delle diciassette mozioni presentate, dunque, cinque sono stato ammesse al voto assembleare e precisamente:

n. 19 mozione per l’introduzione del principio di inderogabilità dei minimi dei compensi per gli avvocati previsti dai parametri ministeriali;

n. 27 mozione per la tutela del giusto processo in sede di riforma della giustizia penale

n. 28 mozione per la richiesta di interventi concreti volti alla riforma della Giustizia Tributaria;

n. 29 mozione per l’introduzione di una piattaforma unica per i processi telematici;

n. 30 mozione per l’applicazione dei principi a tutela del diritto di difesa e del giusto processo nella riforma del giudizio civile.

Tutte le mozioni presentate da MF sono state approvate dall’assemblea del congresso e sempre con maggioranze oltre l’80%.

Segnaliamo anche l’approvazione della mozione proposta dalla collega padovana Stefania Martin (n. 2 sostenibilità della professione forense), in tema di fiscalità, votata anche da MF Padova, che promuove la riduzione delle aliquote, il mantenimento del regime della flat-tax, l’eliminazione dell’IRAP, la semplificazione degli incombenti fiscali formali e l’introduzione del “reddito di ultima istanza” in caso di crisi reddituale. Il tutto potrebbe essere agevolmente finanziato mediante eliminazione della doppia imposizione attualmente gravante sui rendimenti delle casse, che, peraltro, parrebbe essere anticostituzionale.

Considerazioni finali

Dal momento che questo documento non è destinato ai “veterani” della politica forense, ma ai colleghi che non hanno grande confidenza con questo tema, ci sembra giusto fornire anche le nostre impressioni, dopo due giorni di confronti, dibattiti e discussioni, a volte anche accese.

L’avvocatura italiana, in questo momento storico, è divisa e soffre di un grave problema di leadership e credibilità dei propri vertici ed è divisa. Divisa sulla legittimità dei vertici CNF, i quali, almeno in parte, sembrano essersi arroccati su posizioni ormai indifendibili, anche alla luce della recente sentenza della Corte d’Appello di Roma, eppure difese da colleghi e colleghe che, anche nel corso del congresso, si sono scagliati contro la magistratura con commenti e parole che non sono proprie di un interlocutore credibile.

Come categoria siamo divisi anche sulle priorità e incapaci di fare sintesi. Paradossalmente dai lavori congressuali è emerso che non c’è unità di vedute nemmeno su quale sia il ruolo dell’Organismo Congressuale Forense e quali i limiti entro i quali si debba muovere. Ad esempio, è emersa l’incongruità del fatto che lo stesso organismo che gestisce l’ammissibilità delle mozioni, possa a propria volta presentarne di proprie. Di sicuro l'Organismo Congressuale Forense ha il compito statutario di eseguire le delibere approvate dell’assemblea dei delegati, eppure ad oggi ha fatto pochissimo in questo senso.

Molti colleghi, “veterani” di congressi nazionali, sono sfiduciati, perché non vedono attuate, con il giusto rigore, le mozioni che negli anni passati sono state approvate. Troppo spesso abbiamo sentito pronunciare le parole “perdita di tempo”, “farsa”, “inutile”.

Ciononostante, mai come in questi giorni abbiamo avuto conferma del fatto che è assolutamente necessario partecipare, attivamente e da protagonisti.

I delegati MF non sono entrati in polemica con nessuno, ma si sono concentrati sulle mozioni da presentare: ad esempio, Barbara Melinato, nel pomeriggio di venerdì, in sede di confronto con l’Unione Triveneta dei COA, ha presentato ai colleghi una sintesi delle diciassette mozioni, favorendo un confronto franco sui temi cari a MF. Abbiamo instaurato un ottimo rapporto con gli altri delegati del COA di Padova e del Triveneto, confrontandoci sui temi, piuttosto che sulle persone. Come dice il nostro presidente, Edoardo Ferraro, la politica forense “o la fai o la subisci”. Noi non vogliamo subirla e dobbiamo continuare a discutere, e a proporre; è indispensabile, però, che anche i colleghi che non partecipano attivamente alla vita politica forense non restino inermi e ci aiutino con spirito propositivo. Noi siamo qui per ascoltarli e per portare avanti le istanze che vanno nella direzione di un’avvocatura moderna e proiettata nel futuro.

Il cambiamento di una intera categoria parte dal cambiamento dei singoli che la compongono, crediamo importante che l’”io” si trasformi in “noi”, affinché, attraverso l’ascolto ed il senso di responsabilità, si possa individuare una strada condivisa che ci porti verso l’Avvocato del futuro.

Avv. Barbara Melinato

Avv. Eddy Bazzan

Avv. Federico Gallo

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